Luce e oscurità

Si dice che un essere umano è in grado di sopravvivere per 7-8 settimane senza mangiare e per tre giorni senza bere.
 
Senza luce non riuscirebbe a vivere molto più a lungo. Ma nella piena oscurità ogni creatura si affioca.
 
E com'è quando nel luogo più intimo di una persona si formano le tenebre? Quando dentro di essa non splende più nessun raggio di sole, nulla che riesca a rallegrare e nessuna fonte di calore che si possa percepire?
Quando la vita è senza prospettive e il futuro sembra annebbiarsi?
Certamente, in questo caso nessuna candela, con la sua luce, riuscirà ad illuminarla.
I raggi del sole riusciranno ad irradiare e riscaldare soltanto l'esteriore e per breve tempo.
 
Un giorno qualcuno ha affermato: "Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita" (Gesù Cristo nel Vangelo secondo Giovanni 8,12).
 
Se questo è vero, allora abbiamo una speranza che va oltre i limiti di quel paio di anni di  vita qui su questa terra. Una speranza che trapassa nell'eternità, nella vita eterna presso Dio.
 
Gesù Cristo desidera illuminare la nostra vita e liberarci dalle tenebre del peso opprimente della colpa. Egli vuole, e può, aprirci la via che ci porta ad un vero incontro con Dio.
Infatti, Egli dice: "Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo" (Vangelo secondo Matteo 11, 28).
 
Una candela accesa può esser un simbolo che ci ricorda Colui che è venuto in questo mondo con la sua luce raggiante, per schiarire il nostro cammino verso Dio.